Intercultura quali competenze-Franco Blandi

Franco Blandi

Intercultura: quali competenze

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Copertina_-_Francesca_Serio “Intercultura: Quali competenze. Contesti e ricerche” a cura di A. Michelin Salomon, edito da Pensa Multimedia Editore, 2013.
All'interno del testo curato dela prof. A. Michelin Salomon, il saggio di Franco Blandi “La Petite Sicile. Analisi e testimonianze di una integrazione dal basso”. 

"Frutto del lavoro svolto dall’unità di Messina all’interno del Progetto PRIN relativo all’anno 2008 dal titolo “Competenze interculturali degli operatori sociali”, questo volume ha inteso indagare le implicanze connesse al concetto di competenza interculturale che va sicu­ra­mente collocata nell’interstizio tra caratterizzazioni personologiche (= attitudini), conoscenze e componenti esperienziali. Sulla scorta di tali considerazioni si sono analizzate (sia a livello teorico, sia a livello conoscitivo) le condizioni, i modi e i luoghi in cui si esplicitano, in varie forme, le competenze interculturali. Queste, infatti, non possono essere considerate come una sorta di fotogramma che nella sua staticità può definire una nozione che, viceversa, trova nella dinamicità e processualità una sua specifica peculiarità: infatti le variabili più specificamente contestuali sono certamente fondamentali, ma sicuramente scarsamente significative se non accompagnate dalla percezione che l’operatore e/o la persona hanno del contesto in cui operano e/o sono inseriti. Il fil rouge che attraversa i contributi di tutti gli studiosi che hanno, da varie angolazioni, offerto il loro apporto per la realizzazione di questo lavoro di ricerca consiste, in definitiva, nel sottolineare l’auspicio che una più diffusa competenza interculturale da parte di coloro che operano in contesti di diversità sociale diventi il terreno fertile in cui possano germogliare relazioni autenticamente simmetriche in virtù delle quali non alligni la gramigna del pregiudizio, della diffidenza e del timore di subire l’espropriazione della propria identità e/o di dover rinunciare ad essa. In caso contrario le teorizzazioni e il mondo dei buoni propositi risulteranno essere scarsamente produttivi come argine a tutte quelle forme (latenti o manifeste) di non inclusione, di emarginazione, di non apertura all’alterità e alla diversità di qualsiasi segno essa sia."
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