Pubblicazioni


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Anno: 2016, Pagine: 302, Prezzo: 20,00 €, Formato: 16×24 – Navarra Editore

Link: http://ilpoetadellaverita.blogspot.it/p/il-libro.html

VITTORIO DE SETA. IL POETA DELLA VERITA’ (libro con dvd).

di Franco Blandi

Attraverso documenti, interventi, testimonianze, l’autore ripercorre l’opera e il pensiero del regista siciliano, che ha dedicato la sua opera agli ultimi, agli emarginati ed alla cultura popolare. Nel testo a parlare è lo stesso De Seta, a cui l’autore dà voce con una raccolta di interventi in contesti diversi, attraverso i quali emerge senza mediazione alcuna il pensiero che ha animato De Seta lungo il suo itinerario artistico e di uomo “non allineato”.
Il 14 dicembre del 2008 due siciliani si trovano a discutere di Sicilia, di cinema e di letteratura. Si tratta di Vittorio De Seta, classe 1923, autore e regista, maestro del documentario, e di Vincenzo Consolo, classe 1933, maestro della letteratura.
Da questo incontro prende spunto un viaggio a 360 gradi nel mondo di Vittorio De Seta. Nel tentativo di rendere comprensibile il testo anche ai non addetti ai lavori, che spesso non conoscono l’opera di De Seta, l’autore ha scelto di usare un linguaggio semplice. Particolare attenzione è stata dedicata ai pensieri e ai racconti del regista, rintracciando e trascrivendo i suoi interventi pubblici, le interviste ai giornali, alle radio e televisioni, gli incontri nelle scuole, ma anche, in alcuni casi, durante incontri informali ripresi con video amatoriali. All’immagine stereotipata di uomo schivo e isolato, si contrappone quella di un uomo disponibile all’incontro e al racconto senza reticenze. È quindi la voce stessa di De Seta che accompagna il lettore, una voce intima che coincide con il suo modo di intendere la vita, l’arte e il cinema. Un disegno unitario e profondo, che lo conferma “poeta della verità”, come Consolo lo definì. 
Anche se risulta difficile classificare l’opera di De Seta all’interno di improbabili confini e appartenenze a generi, nel testo l’autore affrontare alcune discussioni di estetica del cinema, mettendo in relazione il pensiero e le opere di De Seta con quelli di altri autori e pensatori che come De Seta si sono occupati di cinema del reale e di cinema di poesia.
Il testo contiene, inoltre, la filmografia completa del regista e un dvd prodotto da Navarra Editore in collaborazione con la Filmoteca Regionale Siciliana, contenente il film documentario Détour De Seta di Salvo Cuccia e contenuti extra con una selezione di interventi e interviste. 

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Copertina Libro

Anno: 2015, Pagine: 104, Prezzo: 15,00 €, Formato: 15×24

Link: http://interiorofsicily.blogspot.it/p/il-libro.html

INTERIOR OF SICILY. Il paesaggio agrario siciliano tra natura e attività umane. Due anni di osservazione lungo la Statale 120 che da Cesarò Conduce a Troina.

di Franco Blandi

Prefazione di Caterina Barilaro

Esistono luoghi dove natura, paesaggio e attività dell’uomo sopravvivono in equilibrio tra tradizione e modernità. Da millenni il succedersi delle stagioni regala scenari naturali variopinti, affrescati dall’arte e la tecnica del lavoro dei campi. Pennelli umani e naturali dipingono il paesaggio che ogni anno si rinnova in un ciclo che sembra non finire mai.
Due anni di osservazione lungo la Strada Statale 120 che da Cesarò conduce a Troina, a cavallo tra le province di Messina e Enna. Le immagini fotografiche e le riprese video di Interior of Sicily, documentano le variazioni del paesaggio agrario e naturale al passare delle settimane, dei mesi, di un intero anno. Il lungo lavoro di osservazione e elaborazione ha generato diversi prodotti di fruizione: Un documentario, una mostra fotografica, un libro.
In questo testo l’autore racconta la sua esperienza di osservatore del paesaggio. Dalla scelta del territorio da analizzare, alla fase di osservazione e acquisizione delle immagini, fino alla successiva elaborazione e produzione . Descrivendo i luoghi e le emozioni che lo hanno accompagnato durante il lungo periodo di osservazione, invita il lettore ad una conoscenza più attenta del territorio. Parole e immagini propongono un nuovo approccio alla fruizione del pae-saggio. Esso, infatti, non viene visto solo come elemento estetico oggetto di osservazione, ma come testimone, emblema dell’esercizio armonico tra attività umane e natura. Il paesaggio, ciò che osserviamo, è ciò che siamo! E’ questo, in estrema sintesi, il punto di arrivo a cui giunge l’autore attraverso le sue osservazioni, le sue immagini, il suo racconto.

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Categoria: Saggistica, Collana: Officine, Anno: 2012, Pagine: 144, Prezzo: 14,00 €, Formato: 13×21, ISBN: 978-88-95756-70-7

Link:   Pagina dell’editore Navarra

Blog “Appuntamento a La Goulette” notizie, rassegna stampa, presentazioni.

APPUNTAMENTO A LA GOULETTE. Le Assenze senza ritorno dei 150.000 emigrati siciliani in Tunisia.

di Franco Blandi

Una storia di migrazione “anomala” quella dei 150.000  italiani che dalla metà dell’800 si trasferirono in Tunisia dando vita a una fervente comunità che contribuì in armonia con la popolazione autoctona allo sviluppo sociale e culturale del Paese. In un momento storico in cui si parla di emigrazione in termini di problema ed emergenza, è utile guardarsi indietro per recuperare i valori di integrazione e accoglienza.

La recente emergenza migratoria dai Paesi del Nord Africa, a cui è stata data ampia eco mediatica, ha di fatto acuito le problematiche nei Paesi di accoglienza, in Italia in particolare, fino al punto di generare veri e propri conflitti sociali nei luoghi di arrivo e, addirittura, veri e propri conflitti diplomatici tra diversi Stati membri della Unione Europea.

Il testo nasce dalla volontà di voltare lo sguardo al passato e ripercorrere un periodo storico che ha visto migliaia di italiani protagonisti di un ingente flusso migratorio diretto verso le coste della Tunisia a partire dalla metà dell’Ottocento. Una storia di migrazione “anomala”, poco conosciuta, testimonianza emblematica di integrazione pacifica, che ha dato vita a una comunità di italiani cattolici e tunisini musulmani, in uno scenario di vivace cosmopolitismo. Dopo i primi spostamenti di toscani, veneti, liguri, calabresi e pugliesi, il primato in termini di numeri e di permanenza sul luogo spettò ai siciliani, che insieme ad altri connazionali occuparono la zona costiera de La Goulette.

Ancora oggi i siciliani vengono ricordati nel quartiere chiamato Petite Sicile, dove vissero fianco a fianco con la popolazione autoctona. Pur nel rispetto delle peculiarità che ogni epoca storica porta con sé, Franco Blandi ha indagato questo segmento della Storia del nostro Paese con il proposito di arricchire il profilo storico degli italiani nel mondo, e soprattutto con l’auspicio di contribuire a generare percorsi di accoglienza e di integrazione più efficaci e rispettosi della dignità umana.

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LA “PETITE SICILE”.  ANALISI  E TESTIMONIANZE DI UNA INTEGRAZIONE “DAL BASSO”

di Franco Blandi

La parola integrazione ha qualcosa di stantio, di vecchio. Nonostante si siano scritti fiumi d’inchiostro per definirla, il tentativo non pare abbia portato a risultati univoci. Con questo termine si è inteso definire il percorso che dalla diversità più assoluta porta all’identità  tra individui, comunità, popoli. Vero o presunto che sia, questo processo sembrerebbe avere un inizio ed una fine, ma poiché esso coinvolge ogni aspetto della vita sociale degli individui e della stessa società in cui essi operano, non può mai ritenersi concluso e comunque risulta impossibile poterne valutare e misurarne gli esiti durante il suo evolversi…

Dalla metà dell’800 fino alla metà del ’900 un gran numero di italiani si trasferirono in Tunisia e tra questi i più provenivano dalla Sicilia. Un nucleo numeroso di essi si stabilì nella zona della Goulette, vicino al porto di Tunisi, dove un intero quartiere fu ribattezzato “Petite Sicile” (piccola Sicilia). Una storia di emigrazione straordinaria e poco conosciuta che è comunque rimasta nella memoria di quei siciliani ma anche di quei tunisini che con loro sono venuti in contatto… Sia a Tunisi che a La Goulette erano nati due quartieri chiamati “Piccola Sicilia” (Petite Sicile) a causa dell’alto numero di siciliani  che vi risiedevano. La Goulette, la cittadina balneare fra Tunisi e Cartagine, era chiamata “la Piccola Sicilia” poiché era stata creata dai siciliani… Tra i siciliani e i tunisini si creò, poco alla volta, specie nei ceti sociali più bassi, una complicità che si andò via via evidenziando nella convivenza tra le due comunità… Nel corso degli anni questa interazione si è manifestata a diversi livelli negli usi, costumi, religione, lingua…

Sembrerà banale, ma l’emigrato siciliano, come ogni emigrato, prima ancora di instaurare rapporti sociali aveva l’esigenza primaria ed impellente di riuscire a comunicare facendosi capire e comprendendo ciò che gli veniva detto. Negli strati più popolari degli immigrati  siciliani questa esigenza veniva risolta in qualche maniera con la creazione di una lingua essenziale, una sorta di “linguaggio slang”, fatto dei soli vocaboli necessari a stabilire un contatto per le esigenze della vita quotidiana…

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PALAZZO ZITO, Museo Laboratoria della conoscenza del paesaggio dei Nebrodi.

Il ritorno agli antichi splendori di un palazzo rappresenta il coronamento di anni di impegno e di sforzi rivolti a restituire alla fruizione della collettività la più importante struttura del comune di Cesarò.

L’intento dell’Ente Parco dei Nebrodi  è stato quello di ridare vita ad una struttura dal grande valore artistico ed architettonico, ormai in disuso, ma anche regalare alla comunità un’occasione per la conoscenza del territorio. Infatti, Palazzo Zito, ospita il “Museo-Laboratorio della conoscenza e del paesaggio dei Nebrodi” che oltre a raccogliere reperti di diverso genere, offrire al visitatore la possibilità di godere, attraverso le tecnologie multimediali, di tutte le bellezze naturali, storiche, artistiche, delle tradizioni, che il territorio dei Nebrodi offre in maniera cospicua.

 Una esperienza ultrasensoriale che consente un approccio innovativo ai temi del paesaggio della montagna e del rapporto natura-cultura. Il Museo-Laboratorio, quindi, non solo come memoria storica, ma come “viaggio” in una geografia di esperienze e di segni, di valori caratteristici che connotano l’identità del paesaggio naturale ed umano dei Nebrodi e delle sue genti.

Un’opportunità, quindi, per il visitatore, di entrare in contatto con una esperienza di conoscenza unica che può far apprezzare l’essenza del Parco dei Nebrodi e delle sue meraviglie naturali.